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Certificazione CARBON FOOTPRINT. Cos’è e come calcolarla

Negli ultimi anni si è notato un incremento di attenzione dell’opinione pubblica rispetto alle questioni ambientali. Il cambiamento climatico è una delle più grandi sfide che il mondo deve affrontare oggi e i suoi effetti cominciano a diventare sempre più evidenti.

Le attività umane rappresentano la causa principale del riscaldamento globale con l’emissione di gas ad effetto serra (GHG) nell’atmosfera. 

Le proiezioni pubblicate dall’IPCC (Intergovernmental Panel On Climate Change) stabiliscono che per evitare gli effetti irreversibili dei cambiamenti climatici è necessario contenere l’aumento di temperatura a 1,5 °C sopra i livelli pre-industriali e, a tal proposito, il contributo dell’UE nel quadro dell’ “Accordo di Parigi” consiste nel ridurre le emissioni di GHG di almeno il 40% entro il 2030.

Il 72% dei GHG emessi è rappresentato da anidride carbonica (CO2) le cui emissioni sono drammaticamente aumentate negli ultimi 50 anni. In questo contesto la gestione della CO2 non rappresenta più solamente un’opzione, ma uno dei punti principali della politica aziendale da evidenziare per mezzo di certificazioni.

COS’È LA CARBON FOOTPRINT?

L’impronta di carbonio o Carbon Footprint (CF) è un indicatore ambientale dell’impatto che le attività umane hanno sui cambiamenti climatici ed esprime la quantità di emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio. 

La misurazione dell’impronta di carbonio, richiede di individuare e quantificare i consumi di materie prime e di energia nelle fasi selezionate del ciclo di vita dello stesso. Nel calcolo della Carbon Footprint si tiene conto di tutti i gas clima-alteranti previsti dal Protocollo di Kyoto, non solo della CO2.

L’unità di misura è l’anidride carbonica equivalente (CO2 eq) che permette un confronto dei differenti tipi di gas serra in rapporto ad una unità di CO2.

STRUMENTI PER LA CERTIFICAZIONE

La certificazione di Carbon Footprint di un prodotto e un’organizzazione è rappresentata dalle normative internazionali UNI EN ISO 14067:2018 e UNI EN ISO 14064-1:2019

La prima ha l’obiettivo di definire i principi e le linee guida per la quantificazione e la comunicazione dell’impronta di carbonio di un prodotto (CFP), coerentemente con gli standard internazionali relativi all’analisi del ciclo di vita.

La seconda invece delinea principi e linee guida che permettono alle organizzazioni di quantificare e monitorare nel tempo le proprie emissioni di GHG individuando interventi di miglioramento e mitigazione necessari a raggiungere gli obiettivi fissati. Entrambe limitano il campo d’azione ad una singola categoria di impatto: il cambiamento climatico.

FASI DELLA VALUTAZIONE

a) Carboon Footprint di prodotto UNI EN ISO 14067:2018

  • descrizione dell’organizzazione
  • descrizione del prodotto oggetto dell’analisi
  • unità funzionale e flusso di riferimento
  • definizione della metodologia per la quantifica della Carbon Footprint
  • limitazioni, esclusioni e cut off
  • confini del sistema
  • confine temporale
  • raccolta dei dati e struttura del modello
  • inventario dei gas ad effetto serra
  • qualità dei dati: precisione, rappresentatività, sensibilità e consistenza
  • interpretazione dei dati
  • verifica e certificazione completezza

Questa valutazione esprime la totalità delle emissioni di GHG calcolate con approccio tecnico di “ciclo di vita” infatti segue le procedure e i principi dell’LCA del prodotto, considerando tutti gli elementi in ingresso e in uscita nel processo produttivo compresa la fase di fine vita.

b) Carbon footprint dl organizzazione: UNI EN ISO 14064-1:2019

  • Politica dell’organizzazione e obiettivi del miglioramento
  • Definizione dell’inventario dei gas serra
  • Quantificazione delle emissioni di gas serra
  • Identificazione di sorgenti dirette e indirette
  • Scelta della metodologia di quantificazione da adottare
  • Modalità di raccolta dei dati
  • Selezione dei fattori di emissione
  • Identificati i fattori che hanno maggiori impatti e definiti degli interventi di miglioramento
  • Comunicazione dell’inventario

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